"Il diritto a non soffrire" di Rosa Fiorentino Coppola, socio fondatore

LA MISSION

L’Associazione DO.NO ha l’obiettivo, a solo scopo di utilità sociale e senza fini di lucro, di tutelare le persone ed, in special modo, i bambini affetti da patologie che comportano dolori acuti o cronici e da patologie tumorali, per ridurne le sofferenze e per garantire loro il diritto all’assistenza.

 

L’ATTIVITA’

Da anni l’Associazione DO.NO,  ONLUS,  afferente alla Federazione delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO),  sostiene con successo ed entusiasmo diverse tipologie di progetti  all’interno dell' A.O.R.N. Santobono-Pausilipon di Napoli, Dipartimento di Oncologia Pediatrica, supportando i Servizi di Terapia del Dolore e Cure Palliative e Psicologia Ospedaliera attraverso l’erogazione di borse di studio dedicate, lo svolgimento di progetti di ricerca scientifica e l’inserimento di volontari del Servizio Civile con specifiche competenze psicologiche, nelle diverse aree di intervento.

 

IL METODO

L’Associazione DO.NO si avvale di un approccio di tipo scientifico del contesto ospedaliero, per meglio identificare le esigenze dei pazienti/famiglie.

L’attività dell’Associazione grazie all’attivazione di progetti di ricerca sperimentale,  mira a integrare i servizi ospedalieri già esistenti ed ad inserirsi  in aree assistenziali scoperte, grazie al supporto dell’attività di volontariato che viene posto  al servizio della sperimentazione progettuale. 

L’attività di volontariato erogata  dai  volontari del Servizio Civile rappresenta da un lato, un  percorso di formazione ad alta specializzazione in ambito psicologico e, dall’altro, un obiettivo dell’Associazione DO.NO di formazione di nuove figure professionali  affinchè i loro strumenti e le procedure di intervento sperimentate, possano gradualmente entrare nei protocolli di assistenza ospedalieri da offrire  ai pazienti.

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DONAZIONI DEL 5 X MILLE DALLE VOSTRE DICHIARAZIONI DEI REDDITI

5 x mille Anno 2016
Grazie al contributo del 5 x mille relativo alle dichiarazioni dei redditi di 61 contribuenti per l'anno d'imposta 2016, l'Associazione Do.No ha ricevuto quest'anno ben 4.530,60 euro!
Una vera boccata d'ossigeno per i nostri progetti di sostegno ai bambini dell'Ospedale Pediatrico Oncologico Santobono Pausilipon di Napoli!
Continuate a sostenerci con il vs. 5 x mille: NON COSTA NIENTE, ma serve a rendere più accettabile il percorso di vita di tanti ragazzi e famiglie che all'improvviso si trovano a combattere una battaglia inattesa.
Grazie a tutti!

N. 4 VOLONTARI PER IL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE 2018 - SCADENZA BANDO 28 SETT.

E' stato pubblicato sul sito www.serviziocivile.gov.it  dall’Ufficio Nazionale del Servizio Civile della Preidenza del Consiglio dei Ministri, il Bando Nazionale per la selezione di  volontari da impiegare in Progetti di Servizio Civile, riservato ai giovani dai 18 ai 28 anni.        

L’Associazione Campana DO.NO Dolore No Onlus cerca n.4 (quattro) volontari nell’ambito del Progetto della F.A.V.O. “Una rete per il malato oncologico – riabilitazione, orientamento e accompagnamento ai servizi”, con l’obiettivo di offrire ai malati oncologici il recupero e/o il mantenimento della massima autonomia fisica e relazionale, garantendo loro la migliore qualità di vita possibile, presso l’Ospedale Santobono Pausilipon Via Posillipo Napoli.

 La scadenza è il 28 settembre 2018 presso la nostra sede.

Invitiamo gli interessati a consultare  i seguenti siti, per individuare la modalità di compilazione e consegna della domanda:

DO.NO al CONGRESSO di Psicologia Pediatrica Firenze 26-28 giugno 2017

“DIPINGERSI: i colori delle emozioni”

laboratorio di arte nei reparti di oncologia ed ematologia pediatrica

Tolleretti G., Cuofano M., Astarita R., Grieco A., Pinto A., Capasso R.

A.O.R.N. Santobono-Pausilipon, Dipar7mento di Oncologia pediatrica, Servizio di Psiconcologia, Federazione Associazioni Volontariato Oncologia (F.A.V.O.),

Associazione Campana Do.NO, Dolore-NO 

INTRODUZIONE

“Dipingere ciò che vediamo davanti a noi è un’arte diversa dal dipingere ciò che vediamo dentro di noi” (C. A. Malchiodi, 2009). L’utilizzo dell’arte in ambito ospedaliero ha recentemente avuto diverse conferme di efficacia, risultando particolarmente utile in quelle circostanze in cui la parola non riesce o non può esprimere lo stato emotivo, il disagio, la paura (Quadri E., et al., 2012). Presso i reparti di Oncologia ed Ematologia pediatrica dell’A.O.R.N.Santobono-Pausilipon di Napoli, all’interno del Servizio Civile Nazionale in collaborazione col Servizio di Psiconcologia, nasce il laboratorio di arteterapia “Dipingersi”.

OBIETTIVO

Il presente laboratorio intende, attraverso l’espressione artistico-pittorica:

   §  dare l'opportunità al paziente/famiglia di esprimersi liberamente e 
condividere i propri vissuti emotivi;

   §  offrire uno spazio creativo accogliente in cui sia possibile coinvolgere il 
paziente durante le diverse fasi del percorso di cura;

   §  favorire il confronto e la socializzazione;

   §  individuare eventuali problemi comportamentale dei ragazzi.

METODO

Il laboratorio si svolge a cadenza settimanale, ha durata media di 1 ora per gruppo di pazienti e si articola nelle seguenti fasi:

I. predisposizione di un ambiente accogliente per la libera espressione artistica del paziente/famiglia.

II. selezionedell’attivitàdasvolgeretradisegnoliberoopitturaguidataa seconda delle specifiche esigenze e scelta dei materiali da utilizzare.

III. reclutamento dei pazienti ed avvio del laboratorio.

IV. svolgimento dell’attività artistica.

V. conclusione dell’elaborato creativo con un momento di condivisione e resoconto giornaliero delle dinamiche osservate e delle tematiche emerse.

I RISULTATI

Il laboratorio ha coinvolto ad oggi 32 pazienti/famiglie, con una media di circa 5 presenti per ogni incontro settimanale, di età compresa tra 5-17 anni.
Si è osservato che l’attività facilita:

   §  espressione dei vissuti emotivi;

   §  distrazione dalla routine ospedaliera e rilassamento 
(riduzione dell’agitazione psico-motoria dei pazienti e del sovraccarico emotivo del caregiver);

   §  socializzazione all’interno dei reparti;

   §  condivisione di eventuali problematiche espresse dai ragazzi correlate 
all’ospedalizzazione, utilizzando la propria opera come canale 
comunicativo alternativo;

   §  partecipazione anche in caso di limitazione fisiche temporanee dovute al percorso terapeutico

 

L’esperienza del laboratorio e l’emergere di specifiche tematiche potenzialmente indicative di un particolare stato d’animo vissuto dal paziente/famiglia, suggeriscono il monitoraggio dell’andamento e la valutazione dell’efficacia di tale attività attraverso strumenti ad hoc. Pertanto si propone di sviluppare in futuro attività ludico-espressive sempre più aderenti alle necessità di cura, sostegno e crescita del paziente/famiglia in un ospedale a misura di bambino.